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Il territorio:

Nome greco che vuol dire “la bianca”, comprende l’antico promontorio Japigio. Esso forma l’estremità meridionale della penisola salentina, dividendo il mare Jonio da quello Adriatico. E’ racchiusa tra le punte Meliso e Ristola, dando l’impressione di un anfiteatro che leggermente degrada verso il mare.

foto estate 2006 006 (Copia)Le origini storiche sono avvolte da leggende e mitologie, che per diversi secoli hanno dato l’immagine di un luogo d’incanto e di fantasia. Parecchi scrittori, partendo da congetture e a volte da elementi storici, assegnano a Leuca epoche e fondatori diversi. Alcuni la vorrebbero fondata dagli Acareni, un popolo greco, altri dai Filistei che, dopo aver popolato l’isola di Creta, si spinsero verso il promontorio Japigio, per altri sarebbero stati i Fenici. Secondo l’opinione più comune, a fondarla, sarebbe stato il re Idomeneo, venuto in Italia dopo la distruzione di Troia. Al di là del dato leggendario, Leuca ha una storia antica non completamente definita.
Hanno scritto di Leuca Tucidite, Strabone, Galateo, Carafa, Pirreca, Tasselli, Unghelli, Arditi e Ruotolo, presentando la cittadina da angolature diverse, e danno della un volto interessante e sempre nuovo. Soprattutto negli ultimi anni si sono effettuati scavi ,ricerche lungo il litorale e nell’entroterra leuchese,portando alla luce documentazioni storiche di eccezionale importanza: la presenza dell’uomo primitivo nelle grotte “Diavolo” dei “Giganti”, e del “Bambino”.
Si parla infatti dell'”Homo sapiens” di S. Maria di Leuca, dell’epoca neanderthaliana. Sono recenti le scoperte effettuate ,dell’istituto di Archeologia e Storia antica dell’ Università di Lecce, che hanno dimostrato l’esistenza di un villaggio, nell’area dell’attuale Santuario della Madonna di Leuca, sviluppatosi dalla prima età del bronzo all’età del ferro. Altre ricerche hanno fatto conoscere interessanti reperti, iscrizioni che documentano l’esistenza di un santuario pagano e di una attività culturale al dio locale Batios, sviluppatasi dal sec. VII a.c. fino al II sec. d.c., esattamente nell’area di Punta Ristola nelle vicinanze delle grotte Porcinara.
La storia di Leuca è legata particolarmente allo sviluppo del Santuario della Madonna de Finibus Terrae (Madonna dei confini della terra). DSC_0036 (Copia)La tradizione vuole che in questa zona sia venuto S. Pietro e abbia trasformato il tempio pagano, dedicato alla Dea Minerva, in tempio cristiano, dopo aver convertito i Leuchesi. Avvenimenti storici e religiosi hanno dato lustro a questo sacro tempio.
Fu centro di spiritualità per i numerosi eremiti (Basiliani), che popolavano le grotte di “camiscia”, “scioccola”, “leopardo”, “pennini”, sparse nelle vicinanze del Santuario. Fino al 1333 fu sede vescovile e centro di attività pastorale per i numerosi paesi del Capo di Leuca. Meta di famosi pellegrini (Papa Costantino I, Boemondo da Taranto, S. Francesco di Assisi, S. Giuseppe Labre) e di pellegrinaggi fin dai tempi antichissimi, il Santuario conserva tuttora il fascino del richiamo di numerosissimi pellegrini, che vengono da ogni parte d’Italia e dall’estero. Purtroppo le numerose incursioni ad opera dei Turchi e Musulmani, hanno distrutto più il Tempio e la cittadina che, oltre ad essere un centro di fede, fu anche un discreto centro produttivo. Dopo alcuni secoli di “silenzio” e di inspiegabile abbandono della zona, con eccezione del solo Santuario della Madonna de Finibus Terrae, Leuca risorge verso la fine del ‘700 con la costruzione di numerose ville lungo la marina.

Tratto da: “A. CORRADO MORCIANO -LEUCA -GUIDA TURISTICA – A cura di Flavio Deveglia -EDIZIONI DEL GRIFO”

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